Ossigeno-Ozono Terapia:
La Metodica
CHE COSA E' L'OZONO
L’ozono (O3 – PM 48) è una
forma allotropica dell’ossigeno.
Il suo nome deriva dal
greco e significa "mando odore".
DISTRIBUZIONE NELL'ATMOSFERA
L’ozono è conosciuto
principalmente per il ruolo che svolge nell’equilibrio
ecologico della Terra. Esso è, infatti, un componente
naturale dell’atmosfera, nei cui vari strati è
presente in concentrazioni diverse. Si forma nella stratosfera
(30 Km) in seguito all’azione dei raggi ultravioletti
sull’ossigeno (meccanismo di Chapman).
O2 + hv -> O + O
O + O2 ->
O3
O3 + hv -> O2 + O
O + O3 -> O2 + O2
L’ossigeno, ma soprattutto l’ozono,
sono in grado di assorbire i raggi ultravioletti solari, con un
meccanismo ("effetto Urey") che consente una
formazione costante di ozono nell’atmosfera.

Per la sua capacità di assorbire i raggi
ultravioletti, l’ozono è indispensabile per la vita
sulla Terra; essendo ricchi di energia, infatti, i raggi
ultravioletti, se non filtrati, determinerebbero la
denaturazione delle proteine e la distruzione di ogni forma di
vita.
Oltre a tale effetto protettivo, tuttavia,
l’ozono ha anche un effetto tossico sull’uomo, che
può essere determinato da una prolungata respirazione di
atmosfera con una concentrazione di ozono oltre il limite
tossico stabilito dalla UE (0,3 m g/m3).
IMPIEGHI DELL'OZONO
In campo industriale, l’ozono, grazie
alle sue proprietà antisettiche, viene utilizzato nella
disinfezione delle acque (potabilizzazione e trattamento delle
acque reflue) e nell’igienizzazione delle piscine. A tal
scopo risulta più efficace del cloro, poichè è
in grado di eliminare anche virus resistenti ad alte
concentrazioni di cloro. Per il suo potere ossidante, viene
inoltre utilizzato per la neutralizzazione di gas di scarico
contenenti solfato ed in diverse sintesi organiche.
In campo medico, l’ozono viene utilizzato
sotto forma di miscela O2-O3 (ozono medicale). La sua
utilizzazione risale alla guerra 1915-18, durante la quale,
grazie al potere disinfettante dell’ozono, si potè
evitare la diffusione della gangrena in molte ferite agli arti.
L’O2-O3 terapia ha avuto ampia diffusione nell’Europa
orientale ed a Cuba e negli ultimi cinquanta anni in Germania,
Austria e Svizzera.
PROPRIETA' DELL'OZONO
Fisiche
A temperatura ambiente l’ozono è un gas incolore ed
irritante con un caratteristico odore pungente.
Agli stati liquido e solido è molto instabile. Anche
allo stato gassoso, però, l’ozono è
notevolmente instabile, soprattutto ad elevate concentrazioni ed
in presenza di acqua, per la presenza tra gli atomi di legami di
tipo endotermico (H = 34 Kcal/mol).
A concentrazioni del 20%, si possono verificare fenomeni di
autoaccensione, non più evidenziabili al di sotto
dell’8%; tuttavia, la velocità di decomposizione
dipende dalla temperatura.
Per tale motivo l’ozono da utilizzare in medicina va
prodotto al momento dell’uso e conservato per un breve
periodo.
Chimiche
L’ozono è un forte agente ossidante, nettamente
più reattivo dell’ossigeno.
L’ozono reagisce con sostanze organiche
insature (contenenti un doppio legame) determinandone la
scissione: tale reazione è detta ozonolisi.

Nella prima fase della reazione, l’ozono
reagisce a livello del doppio legame formando un ozonide
primario instabile che si degrada rapidamente dando origine
ad un carbonile ed allo zwitterion.
Quest’ultimo, estremamente reattivo, in assenza di
sostanze reattive forma gli ozonidi, mentre in presenza
di acqua e sostanze reattive forma i perossidi (e ciò
che avviene nell’organismo).
BIOCHIMICA DELL'OZONO
Effetti sul metabolismo
In quanto potente ossidante, l’ozono
influenza il metabolismo a diversi livelli. I suoi effetti
terapeutici sono dovuti essenzialmente alle sue proprietà
biochimiche.
La sua diversa affinità per i diversi
substrati e alla base dei meccanismi di protezione
dell’organismo dagli effetti negativi dell’ozono;
notevole è, ad esempio, l’affinità per il
peptide glutatione (GSH) che viene trasformato nella forma
disulfidica dall’enzima GSH-perossidasi. Il GSH ossidato
viene poi nuovamente ridotto dall’enzima GSH-reduttasi.

Attraverso questo meccanismo si ha la
protezione dei lipidi di membrana dalla eventuale perossidazione
e la difesa degli acidi nucleici e delle proteine a livello
endocellulare. Esistono comunque anche sostanze con funzione
protettiva (b -carotene, a -tocoferolo, vitamina C) che
reagiscono con i radicali liberi (azione scavenger) disattivando
i processi di perossidazione e formando idroperossidi non
tossici.
Per comprendere gli effetti dell’ozono
somministrato per via parenterale è utile ricordare la
sua azione sui coenzimi.
Sono noti gli effetti ossidanti dell’ozono
sui coenzimi NADH e NADPH, che intervengono in numerose reazioni
metaboliche: glicolisi, gluconeogenesi, sintesi di acidi grassi,
b -ossidazione di acidi grassi, catena respiratoria, ciclo
dell’acido citrico.
L’azione dell’ozono sui coenzimi e
sulle sostanze organiche si manifesta a livello di tutte e tre
le linee metaboliche fondamentali:
Metabolismo glucidico
Nel metabolismo glucidico, l’ozono
determina un aumento della velocità della glicolisi.
L’energia liberata dalla demolizione aerobica del glucosio
è utilizzata per la sintesi di ATP; in alcune situazioni
patologiche, l’aumentata richiesta di ATP da parte degli
organi può essere soddisfatta dall’accelerazione
della glicolisi ad opera dell’ozono, in seguito alla sua
azione sui coenzimi.
Metabolismo protidico
L’intervento dell’ozono nel
metabolismo protidico è dovuto alla sua affinità
per i gruppi sulfidrilici. L’ozono può infatti
reagire con aminoacidi essenziali (metionina, triptofano) o
contenenti zolfo (cisteina), la cui degradazione risulta
tuttavia protetta dall’ossidazione del glutatione e dei
coenzimi NADH e NADPH.
Metabolismo lipidico
L’ozono determina l’attivazione del
metabolismo dei lipidi, intervenendo sul catabolismo dei grassi
è per un effetto lipolitico diretto, determinando un
aumento della produzione di energia.
L’ozono reagisce direttamente con gli
acidi grassi insaturi determinando in ambiente acquoso la
formazione di perossidi, con frammentazione delle catene
lipidiche che assumono carattere idrofilo. Tale degradazione è
protetta dall’azione dell’a -tocoferolo.
Effetti sui globuli rossi ed azioni
sulla reologia
La membrana dei globuli rossi e composta
strutturalmente da proteine, carboidrati e fosfolipidi.
L’ozono reagisce con la componente
idrofoba dei fosfolipidi con una reazione di perossidazione
determinando un aumento della carica negativa della membrana
eritrocitaria. L’accorciamento delle catene lipidiche
provoca un rilasciamento della struttura molecolare della
membrana eritrocitaria, che si conclude con la lesione della
stessa. Tali modificazioni riducono la tendenza all’impilamento
dei globuli rossi (dimostrabile direttamente al microscopio o
indirettamente dalla diminuzione della VES) e migliorano la loro
deformabilità, facilitando gli scambi metabolici; inoltre
riducono la viscosità ematica globale e l’aggregabilità
piastrinica.
L’effetto dell’ozono sugli
eritrociti si esplica anche a livello di metabolismo
intracellulare. L’accelerazione della glicolisi porta ad
aumento del 2,3-difosfoglicerato, sostanza deossigenante
determinante per alcuni effetti terapeutici dell’ozono:
essa, infatti, facilita la cessione di ossigeno ai tessuti da
parte dell’emoglobina.

Azione
battericida, fungicida e virustatica
L’azione antisettica dell’ozono è
nota da tempo. Tale proprietà è dovuta al contatto
diretto con i microrganismi, che determina la distruzione della
capsula in seguito a processi ossidativi causati dal gas e/o dai
perossidi. Il meccanismo è simile a quello che
l’organismo utilizza con la formazione di una sostanza
ossidante da parte dei leucociti adibiti alla fagocitosi
batterica.

L’azione distruttrice è resa
possibile dall’affinità per l’ozono dei
componenti lipoproteici della capsula e dall’insufficiente
capacita di difesa della cellula batterica dall’ossidazione
dell’ozono.
L’effetto germicida è sotto
l’influenza di alcuni fattori, tra cui il grado di umidità
(l’azione si esplica solo in presenza di acqua) e la
temperatura (è favorito dalle basse temperature).
I
batteri dimostrano una diversa sensibilità all’ozono:
i Gram-negativi sono meno sensibili dei Gram-positivi ed i
batteri sporigeni sono più resistenti dei non sporigeni.
Tale diversità è tuttavia relativa, data la
potente capacità sterilizzante e disinfettante delle
acque da parte dell’ozono.
L’azione dell’ozono
sui virus consiste non in una distruzione, come nel caso dei
batteri, ma in una inattivazione dei recettori cellulari
presenti sulla superficie virale, impedendo cosi' il contatto
tra virus e cellula bersaglio. Si determina in tal modo un
arresto del meccanismo di riproduzione virale a livello della
prima fase di invasione cellulare.
L’azione battericida
è virustatica dell’ozono è di tipo "tutto
o nulla": al di sotto di una dose-soglia non si osserva
alcun effetto.
Azione immunomodulante
L’azione dell’ozono sul sistema
immunitario si esplica a carico dei linfociti e dei monociti,
esercitando un effetto stimolante sul rilascio di citochine, tra
cui interferoni, fattore di necrosi tumorale e interleuchine.
Gli effetti dell’ozono sono stati valutati in tal senso in
patologie autoimmunitarie e nelle risposte immunitarie acquisite
di origine virale.
Inoltre, l’ozono ha un effetto
simile all’ipertermia, rendendo ipotizzabile un suo
impiego nella terapia di alcune neoplasie.
TOSSICITA'
DELL'OZONO
L’ozono è un gas irritante con
effetti tossici sull’uomo.
L’ozono risulta
essere tossico per via inalatoria; non sono stati osservati
effetti indesiderati se somministrato correttamente per altre
vie (effetti collaterali sono per lo piu legati ad errori della
tecnica di somministrazione) ed alle dosi adeguate (1-40 m g/ml
di ossigeno).
La dose somministrata non deve eccedere la
capacità che gli enzimi antiossidanti (superossido
dismutasi e catalasi) ed il glutatione hanno di impedire
l’accumulo di anione superossido è perossido di
idrogeno.
L’ozono determina la formazione di radicali
liberi solo in un mezzo con pH >8. A pH inferiori prevale il
meccanismo di reazione ionica (ozonolisi) che porta alla
produzione di perossidi.
I radicali liberi sono specie
chimiche altamente reattive per la presenza di uno o più
elettroni spaiati nell’orbitale periferico. Attualmente
essi sono riscontrati in numerose situazioni fisiologiche e
patologiche: invecchiamento, respirazione cellulare,
perossidazione di lipidi insaturi di membrana, processi
infiammatori, trasformazioni neoplastiche, ecc.. Esistono
tuttavia meccanismi di protezione anti-ossidativa intrinseci
all’organismo e meccanismi di riparo che in seguito alla
somministrazione di ozono portano all’attivazione di
enzimi deputati all’inattivazione dei radicali liberi.
La
tossicità dell’ozono dovuta a prolungata inalazione
di aria inquinata da ozono provoca danni che possono essere
suddivisi in:
PRODUZIONE DI OZONO MEDICALE
In medicina, l’ozono viene utilizzato
sotto forma di miscela gassosa O2-O3 (l’O2 non è
mai inferiore al 95%), detta ozono medicale.
Data la notevole
instabilita è reattivita, deve essere prodotto al momento
dell’impiego.
L’ozono viene prodotto da un flusso
di O2 terapeutico attraverso un generatore, regolandone il
voltaggio e la distanza tra gli elettrodi.
Il generatore è
dotato di un fotometro che consente il controllo della
concentrazione di ozono da prelevare.
Il prelievo avviene
direttamente agendo per pressione su una valvola, mediante
siringhe o appositi tubi.
MODALITA' DI
SOMMINISTRAZIONE
La miscela gassosa viene somministrata
attraverso varie metodiche
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Intrarteriose |
Intramuscolari |
Sottocutanee |
Intrarticolari |
Intracavitarie |
- Contatto con cilindri e campane
|
- Insufflazione retto-colica
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L’autoemotrasfusione (grande o piccola) è
ampiamente utilizzata e consiste nella reinfusione i.v. del
sangue venoso prelevato e trattato ex vivo con O2-O3.
APPLICAZIONI DELL'OZONOTERAPIA
L’ozonoterapia trova applicazione in
svariate patologie, in particolar modo quelle caratterizzate da
difetti di irrorazione arteriosa periferica e cerebrale, nelle
patologie venose, nelle ulcerazioni croniche e nelle malattie
batteriche e virali, grazie alle sue proprieta biochimiche, alla
sua influenza sul metabolismo ed i suoi effetti antibatterici,
antivirali, lipolitici, immunomodulanti e sulla reologia.
Diverse specializzazioni mediche possono essere
interessate alla sua applicazione:
ANGIOLOGIA - DERMATOLOGIA - CARDIOLOGIA
- INFETTIVOLOGIA - NEUROLOGIA - CHIRURGIA - GERIATRIA -
OFTALMOLOGIA - ONCOLOGIA - ORTOPEDIA
Patologie da carente apporto di ossigeno |
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Arteriopatie periferiche |
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Insufficienza venosa cronica |
Varici |
Ulcere e lesioni trofiche |
- Patologie del microcircolo
|
Lipodistrofie e adiposita localizzate |
Teleangiectasie |
- Patologie correlate al microcircolo
|
Cefalea a grappolo |
Maculopatia degenerativa |
Patologie batteriche e virali |
| Epatite virale acuta ed in particolare quella cronica |
| Herpes simplex, zoster, labiale e genitale ricorrente |
| Infezioni da citomegalovirus e parvovirus in immunodepressi |
| Infezioni da papilloma virus |
| Disturbi respiratori ricorrenti |
| Sindrome da stanchezza cronica |
| Raffreddore comune e/o infezioni da rhinovirus |
| Micosi fungoide e linfoma cutaneo T Cell |
| Acne |
Patologie dolorose |
| Lombosciatalgie |
Ernie e protrusioni distali |
Osteocondriti |
Periartriti |
Artrosi |
Immunopatie |
| Malattie autoimmuni |
AIDS |
Neoplasie |
Si ringraziano il Prof. Beniamino Palmieri (Universita di Modena) ed il Dott. Massimiliano Manno per il valido supporto.
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